Terza Lezione: mettiamo in pratica!

Click...si scatta!

Dopo aver tanto chiacchierato, sviscerando gli argomenti più ostici della tecnica fotografica, finalmente abbiamo "imbracciato" le macchine fotografiche e via di click...si scatta!
E quei concetti che sembravano "materia oscura" e impenetrabile, alla fine di questa terza lezione, dedicata interamente alla sala posa, hanno cominciato a prendere una forma più comprensibile, dissolvendo, attraverso l'uso della macchina fotografica, i tanti dubbi che la lezione di tecnica aveva lasciato ai nostri fedelissimi compagni di viaggio: i corsisti!

Light Brush






Come detto, la terza lezione, dedicata interamente allo scatto in sala posa, ci è servita a toglierci tutti i dubbi: profondità di campo, tempi di posa, corretta esposizione, il tele obiettivo, il grandangolo.

La profondità di campo è stato il primo argomento affrontato attraverso una serie di scatti, perlopiù realizzati dai nostri ragazzi, fatti nelle più disparate condizioni di coppia tempo/diaframma e di lunghezze focali, per evidenziare le differenze di risultato che si incontrano scattando delle foto in cui si vuole cercare di mettere a fuoco più soggetti possibili in diversi piani focali oppure scegliere di focalizzare l'attenzione dell'occhio dell'osservatore sul soggetto principale, "eliminando" tutto il resto attraverso la sfocatura "controllata".
Foto 1 realizzata con 200mm f 2,8


Nelle due immagini qui rappresentate, notiamo come la profondità di campo sia molto limitata quando si utilizza una focale tele (200mm in questo caso) con un diaframma molto aperto (come nel caso della foto 1) dove il fuoco assoluto sta esclusivamente nelle dita della mano di Francesco, mentre sia la sigaretta (punta) che il viso, risultano completamente fuori fuoco.







Foto 2 realizzata con 200mm f 5,6




Nella foto 2, realizzata con la stessa lunghezza focale ma con un diaframma più chiuso, possiamo notare come la mano di Antonio è completamente a fuoco, così come il tappo della nostra macchina fotografica, mentre il resto risulti completamente sfocato.


Da qui si evince che che se decidiamo di usare un tele-obiettivo per fare le nostre foto, dobbiamo tenere conto del fatto che la profondità di campo sarà molto limitata.

Al contrario invece, se usiamo una focale molto corta, un grandangolo, otteniamo l'effetto contrario perché la "copertura" d'angolo (che sarà maggiore rispetto al tele) di questo tipo di obiettivo, garantisce una messa a fuoco maggiore rispetto al tele. Quindi maggiore profondità di campo.


Foto 3 realizzata con un 24mm f 4  
Possiamo notare infatti come nella foto 3, scattata con un grandangolo 24mm a f 4, nonostante l'apertura di diaframma sia considerevole, i soggetti così come tutto l'ambiente circostante, risultino completamente a fuoco.







Foto 4 realizzata con un 24mm a f 5,6
Naturalmente l'uso di queste focali, che siano tele o grandangoli, comportano altre scelte onde evitare brutte sorprese come la deformazione delle proporzioni e delle prospettive, nel caso del grandangolo come nella foto 4, o lo schiacciamento dei piani focali come nel caso del tele (foto 5).
Foto 5 realizzata con un 105mm a f 5,6





Ma queste risultati non rappresentato necessariamente un errore, anzi, possono essere un "effetto" voluto dal fotografo che vuole dare un'impronta decisa alla sua foto.




Sia la foto 4 che la foto 5 hanno una loro "identità", sta all'occhio dell'osservatore apprezzare e soprattutto capire.



Foto 7 realizzata con un 70mm f 5,6
Foto 6 realizzata con un 105mm f 5,6

Nella foto 6 e 7 vediamo altri esempi di come cambia la profondità di campo a seconda del tipo di focale o diaframma usato al momento dello scatto.







Dopo aver scoperto in pratica l'uso della profondità di campo, abbiamo cominciato a scattare delle foto che ci dimostrassero come l'uso dei tempi, lenti o veloci, influiscono sulla nostra fotografia.
Un tempo troppo breve ci mette a rischio del mosso, con il soggetto che non risulterà completamente "fermo" e quindi poco nitido. Al contrario, un tempo veloce ci garantisce "il congelamento" del soggetto che risulterà perfettamente "fermo" e quindi nitido. Si può notare tale differenza nelle due foto 8 e 9 in cui il soggetto, il nostro maestro Francesco, risulti nel primo caso mosso, con un tempo di posa di 1/4 di secondo, mentre nel secondo, con un tempo di posa di 1/500, sia perfettamente bloccato.


Foto 8 con tempo di posa 1/4 di secondo
Foto 9 con tempo di posa 1/500 di secondo





















Qui sotto alcuni esempi di come si può considerare una foto di sicuro effetto quando il mosso è un elemento voluto dal fotografo.

Foto 10 con tempo di posa di 1/2 secondo


Foto 11 con tempo di posa di 1/8 di secondo

















Naturalmente, per realizzare tutte le nostre prove in studio, abbiamo dovuto tenere bene in mente l'elemento fondamentale per la buona riuscita delle nostre foto: l'esposizione.
La giusta coppia tempo/diaframma (o EV, valore esposimetrico) è la chiave per ottenere sempre buoni risultati a seconda se vogliamo privilegiare il diaframma (per la profondità di campo), oppure il tempo di posa (per l'effetto mosso o congelato).
Qui sotto vediamo tre esempi di esposizione: una foto normale (corretta), una sovraesposta (chiara), e una sottoesposta (scura).
Sottoesposta EV-1
Corretta
Sovraesposta EV+1
Come si può notare, a seconda del valore esposimetrico EV, con il variare del tempo o del diaframma in più o in meno, si possono ottenere tre immagini differenti ma solo una risulterà essere corretta.
Nel caso dell'esposizione non c'è margine di scelta, se non in casi estremamente rari: la foto deve essere sempre esposta in modo corretto. Per tutto il resto, come ad esempio il mosso o la scelta di avere più o meno profondità di campo, è soggettivo per ogni fotografo, in base al proprio gusto e alle proprie capacità, perché in questa espressione artistica, la fotografia, non esiste il giusto o lo sbagliato; così come non esiste il bello e il brutto. Mettetevelo bene in testa!

Light Brush in posa B a 10 secondi

Nel parlare di tempi abbiamo dato molto risalto alla funzione POSA B, cioè la possibilità di scattare (aprire l'otturatore della nostra macchina fotografica) con un tempo di posa che viene scelto arbitrariamente dal fotografo che, per mezzo di un treppiede, può realizzare fotografie con tempi di posa che possono essere anche di svariati minuti di esposizione. Questo per realizzare immagini notturne oppure per fare foto come quella che vede rappresentata qui: una tecnica di ripresa comunemente detta Light Brush, pennellare con la luce.

E necessario disporre di un ambiente che al momento dello scatto sia completamente buio.
Sistemata la fotocamera sul treppiede e fatta la messa a fuoco sul soggetto (la nostra instancabile modella), si imposta il cursore dei tempi su B e ci si prepara allo scatto.
Si spegne la luce e si preme il pulsante di scatto (si consiglia l'uso di scatto flessibile) per un tempo indefinito che varia a seconda dell'effetto che si vuole ottenere. Il pulsante di scatto verrà rilasciato solo al momento in cui riteniate che la foto è corretta. Naturalmente ci vogliono diverse prove per ottenere buoni risultati e in questo il digitale, con il suo display "cotta e mangiata", ci ha dato una grossa mano.
Francesco in Light Brush

Può succedere che nel realizzare i vostri Light Brush si possa materializzare la figura inquietante di Francesco... Non allarmatevi, è un maestro di questa tecnica, e ai tempi in cui il digitale era ancora una chimera, lui ci eseguiva i suoi scatti utilizzando pellicole piane di grosso formato con l'ausilio di un Banco Ottico.
Quindi, se dovesse capitarvi, siate sereni e chiedetegli consiglio...








E anche la terza lezione del corso è in archivio.
Ora ci aspetta la quarta lezione e dopo lunga riflessione, abbiamo deciso di replicare lo scatto in sala posa, aggiungendo di fatto una lezione al corso che vedrà la sua chiusura slittare di una settimana.
Questo perché fotografare è l'unico modo per poter imparare a...fotografare.
E noi vogliamo che voi impariate!

E' tutto, appuntamento con i nostri corsisti alla prossima lezione di scatto!



5 commenti:

  1. La pratica chiarisce tutte le cose!!!!!!

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    1. Ne eravamo certi! e voi siete stati bravissimi!
      Ora pronti per la prossima lezione in cui scatteremo "a tema"!
      Quelle foto ci serviranno poi per sviluppare i nostri negativi e stampare in camera oscura e in camera chiara!
      C'è ancora molto da fare...

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  2. Myriam Machella8 giugno 2012 18:51

    E' stato davvero davvero divertente...oltre che istruttivo!!!Grazie ai Maestri!! :-)

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  3. Non esageriamo, facciamo solo del nostro meglio! Grazie!

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  4. E se la prima lezione di scatto è stata interessante e divertente credo proprio che la seconda sarà carica di un fascino tutto suo, dato dall'uso della pellicola e da un tema da sviluppare! beh per lo meno a me la pellicola fa questo effetto! :)

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